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MATERASSI IN LATTICE: Il lattice
è un materiale lattiginoso derivato dalla pianta della gomma o "caucciù"
(Hevea Brasiliensis), estratto soprattutto nelle foreste
tropicali del Sud-Est asiatico, principalmente Malesia, Sri-Lanka
e Indonesia. In alcuni casi viene usato lattice estratto dall'Hevea Guianensis, appartenente alla
medesima specie vegetale (Euphorbiacee), ma di qualità inferiore a quello estratto
dall'Hevea Brasiliensis.
Esistono anche piante non tropicali
produttrici di lattice, ad esempio il Parthenium Argentatum o
il Tarassaco Russo (Taraxacum kok-saghyz). Anche
in questi due ultimi casi, la qualità complessiva del lattice ricavato
è molto inferiore se paragonata a quello ricavato dall'Hevea
Brasiliensis. Anche tra gli stessi estratti dall'Hevea Brasiliensis,
si distinguono qualità più o meno pregiate: quello estratto da alcune
particolari
piantagioni della Malesia
e dello Sri Lanka è certamente di elevatissima qualità. Il lattice può
anche essere sintetizzato per migliorare e stabilizzare il composto
naturale e per garantirne una più lunga durata. La scelta del produttore di utilizzare l'uno
oppure l'altro lattice o di effettuarne mescole, ne determina, infine e di molto, il prezzo di
vendita! Il lattice è totalmente sterile, quindi inattaccabile dagli acari, antibatterico,
antimicotico e anallergico. Si presenta come una schiuma porosa altamente elastica e notevolmente traspirante.
Può essere di densità variabile a seconda
delle esigenze ed è indeformabile. Quest’ultima caratteristica gli
permette di adeguarsi (ergonomia) al corpo dando un sostegno equilibrato al corpo
e soprattutto non crea traumi alla colonna vertebrale, non
comprime i muscoli, i tendini e le vene, anzi, effettua persino
una notevole funzione massaggiante. E' totalmente
antistatico. Non trattiene i liquidi e le umidità. La procedura di creazione del materiale
(vulcanizzazione) richiede esclusivamente molecole di aria naturale e
calore in speciali forni a micro-onde ad elevata pressione. La sua resilienza è
elevatissima!
Previene e allevia le patologie derivanti dal decubito. Anche per i materassi in lattice le imbottiture possono essere di vari
materiali, dalla semplice lana/cotone a fibre a base di lana, cotone e
seta di nuova
generazione e
completamente anallergiche, antistatiche, antibatteriche,
antimicotiche e antiacariche, per via di specifici trattamenti
industriali, ma assolutamente non dannosi per l'uomo. Per essere
apprezzati in pieno necessitano di reti a doghe in legno,
preferibilmente di faggio, molto meglio se montate su supporti
ammortizzanti in materiale gommoso o caucciù, per consentire
un'ulteriore ergonomia complessiva.
Materassi a molle: I materassi di questo tipo sono i più
diffusi, con molle in acciaio coniche di diversa forma e dimensione
rendendoli più o meno rigidi. Sono i più obsoleti e la loro tecnologia, oramai ampiamente superata, risale agli '50! Questo tipo di prodotto è diffuso nella
versione, cosiddetta, ortopedica (molto rigido); di conseguenza non si adegua ai
vari punti di diverso peso del nostro corpo (bacino, spalle, testa,
gambe).
Tra i materassi a molle possiamo trovare un prodotto più evoluto
realizzato con molle cilindriche, indipendenti che si adeguano, ma
solo parzialmente, ai
diversi pesi del nostro corpo (ergonomia).
In entrambi i casi possono poi essere realizzati con vari materiali di
imbottitura: lana, cotone, lino, lino, seta o fibre anallergiche. I
materassi a molle indipendenti hanno la caratteristica di essere meno
rigidi del materasso a molle tradizionali. Non garantiscono elevati
standard d'igiene (solo parzialmente in caso di uso di coperture con
tessuti pregiati e chimicamente pre-trattati), trattengono le umidità
prodotte dal corpo e dall'ambiente, creano accumuli di polvere
all'interno e favoriscono il proliferare di acari, creano residui
ferrosi e rugginosi all'interno favorendo l'insorgere di forme
allergiche, anche gravi, attirano e trattengono qualunque tipo di onda
elettromagnetica, conducono, infine, pericolosamente l'energia
elettrica.
Materassi in lana:
La lana è un materiale che non
attira le onde elettromagnetiche, mantiene costante la temperatura
corporea, è igroscopica (assorbe facilmente l’umidità), soffice e resistente. Gli inconvenienti
maggiori dei materassi con imbottitura totale in lana sono
di deformarsi rapidamente, di non garantire una sufficiente ergonomia
e di dover essere smontati completamente per cardare la lana almeno ogni due anni.
I materassi in lana
non sono adatti assolutamente a situazioni di lunga immobilità a letto. La
loro manutenzione è complicata e le procedure sono costose, quanto l’acquisto di un nuovo materasso.
Sono ormai praticamente obsoleti e quasi introvabili sul
mercato: restano pochi artigiani e materassifici a costruirli e spesso non si
utilizzano lane di certificata qualità, pregiudicando, nel complesso,
il livello d'igiene e di comfort nel dormire. La loro richiesta è
ormai praticamente agli sgoccioli e l'utente si orienta sempre più
spesso nella scelta di coprimaterassi con falda in lana merinos
(scaldaletti con o senza resistenze termoelettriche). Preferibile
orientarsi su altri materassi che, piuttosto che con la completa
imbottitura di lana, presentino un solo lato di superficie in lana
(lato invernale).
Materassi in poliuretano:
Il poliuretano è un materiale totalmente sintetico di derivazione idrocarburica a basso costo. Può essere utilizzato da solo o
ricoperto da poliestere per aumentarne la morbidezza. Pur essendo
elastico ha una resilienza (capacità fisica di rientrare nella
propria forma immediatamente dopo una compressione) assolutamente inferiore
e imparagonabile rispetto al lattice. La procedura di creazione del
materiale richiede molecole di acqua. Non brilla affatto per
traspirabilità e tende a conservare eccessivamente il calore corporeo
e ambientale, sino all'intolleranza. Può causare irritazioni alla
pelle, dermatiti da contatto e altre simili reazioni,
dovute essenzialmente alla sua composizione idrocarburica altamente
polimerica. Il poliuretano viene, per lo
più, usato per imballaggi industriali e per le componenti degli
imbottiti (divani, sedili automobilistici, ecc.).
Materassi in viscoelastico idrocarburico: Spesso denominati a "memoria di forma", "memory form", "memory foam",
"a lenta memoria", "memoryforma", "watermemory", "waterform", "newlatex", ecc., da qualche anno, ma soprattutto di
recente, stanno facendo la loro comparsa materassi
totalmente sintetici di derivazione idrocarburica (petrolio), di
considerevole e spesso non giustificato costo, innovativi e
maggiormente sofisticati, rispetto a quelli in normale poliuretano. La
procedura di creazione richiede, anche per questo materiale di origine
statunitense (NASA - anni '70), molecole di acqua. Possiedono appena
sufficienti caratteristiche di resilienza,
imparagonabile comunque a quella tipica dei materassi in lattice. La loro ergonomia è
buona, ma fin troppo lenta. Sono caratterizzati dalla particolarità,
perlopiù percepita negativamente, di essere termosensibili e lenti nel
riassumere la forma originaria, qualora sottoposti a compressione
dalle varie parti del corpo, ma rendendosi, di fatto, solo
parzialmente ergonomici ed esercitando una "bassa pressione",
giungendo persino ad essere percepiti come scomodi, per la difficoltà
del corpo di girarsi velocemente, rimanendone spesso avvinghiato. Non
brillano per traspirabilità e ricambio delle umidità
prodotte dal contatto corporeo e ambientale: spesso, ma soprattutto in
periodo estivo, possono favorire l'insorgere di elevata e fastidiosa
sudorazione.
Materassi compositi:
Esistono in commercio prodotti misti come lattice e cocco oppure
lattice e molle, lattice e viscoelastico, ecc., ma può definirsi una scelta di ripiego, orientata solo
al tentativo, non sempre raggiunto, dell'abbattimento del prezzo, non rispondendo il prodotto ai criteri di
elevata ergonomia richiesti per un corretto dormire.
Materassi gonfiabili ad aria e ad acqua:
La vigente normativa europea in merito, non li comprende tra quelli
definibili "materassi".
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